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Excursion

Oltre al programma musicale, sono previste una serie di escursioni volte ad esplorare il meraviglioso contesto naturale che ospita il festival. Le escursioni si terranno il sabato durante il giorno e la domenica. Informazioni online a Maggio.

Music

Nina Kraviz
Amnesia Scanner
Caterina Barbieri e Ruben Spini
Yuri Ancarani
Nina Kraviz
Dj set

Nina Kraviz è una tra gli artisti più significativi nella scena elettronica globale. La cantante, produttrice, compositrice e DJ siberiana è nota per la sua passione per i dischi ed il gusto idiosincratico. Fondatrice di трип, le sue performance variano da pura musica house, ambient e techno minimalista. Rilascia dai primi anni 2000 su Naf di Efdemin, Underground Quality di Jus-Ed e Rekids di Matt Edwards. Nel 2011 rilascia “Ghetto Kraviz”, tra le produzioni club oriented più iconiche delle ultime due decadi.

Amnesia Scanner
AV Live

Attivi dal 2014, l’approccio di Amnesia Scanner è influenzato da una prospettiva unica sulla tecnologia e sul modo in cui questa media l’esperienza del contemporaneo. Vulnerabilità del sistema, sovraccarico di informazioni e eccesso sensoriale sono parte del il loro lavoro, ospitato sia in club che gallerie. Dal loro debutto hanno rilasciato su etichette come Young Turks e PAN. Amnesia Scanner ha presentato lavori presso istituzioni artistiche come ICA London, HKW Berlin e Serpentine Gallery Marathon a Londra. Collaborano con PWR Studio per il loro design e la loro direzione visiva. L’esperienza live di AS è co-creata con il designer canadese di base a Stoccolma Vincent De Belleval. Quando è disconnesso dallo stream di Amnesia Scanner, Haimala lavora come compositore e produttore con una vasta gamma di artisti musicali e visivi, e Kalliala co-dirige il think tank Nemesis.

Caterina Barbieri e Ruben Spini
Time-blind AV live

Compositrice italiana, Caterina Barbieri esplora temi legati all’intelligenza artificiale e alla percezione sonora object-oriented con un focus sul minimalismo. Caterina esplora gli effetti psico-fisici della ripetizione e delle operazioni basate su pattern nella musica, studiando il potenziale polifonico e poliritmico dei sequencer per disegnare geometrie complesse nel tempo e nello spazio. La sua attuale ricerca sonora indaga l’uso creativo delle tecniche di computazione e di sequenziamento complesse per esplorare i manufatti della percezione umana e innescare allucinazioni temporali, inducendo in definitiva un senso di estasi e contemplazione.

Ruben Spini nasce nel 1994 in Valtellina, nel nord Italia. Studia e lavora a Milano. La sua pratica è una ricerca aperta verso l’arte religiosa e il sentimento religioso in generale, scrutata attraverso le forme contemporanee dell’interazione uomo-natura. Lette come interfacce, portano avanti un sistema complesso che attraversa diverse latitudini, comunità e comportamenti: un modello esteso della condizione percettiva umana, nella ferita tra Dio e il creato. Connessioni, oggetti e funzioni sono analizzati attraverso i metodi della cibernetica di secondo ordine. Adottando fonti video e audio non convenzionali, il punto di vista del documentario – fatto di narrazioni, personaggi e simboli – è in frantumi. Questo processo scardina la scala naturale, spingendo il ritorno dell’uomo a una materia vivente criptata.

Yuri Ancarani
"Il Capo" Screening

Yuri Ancarani, nato nel 1972 a Ravenna, è un videoartista italiano. Le sue opere, che combinano elementi del cinema documentario e dell’arte contemporanea, mirano a esplorare aspetti che passano inosservati nella vita di tutti i giorni. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre e musei in Italia e all’estero, tra cui la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), il MAXXI (Roma), l’Hammer Museum (Los Angeles) e il Guggenheim Museum (New York). Nel 2016 il suo film The Challenge ha vinto il Premio speciale della giuria al Festival di Locarno. L’idea del documentario “Il Capo” nasce dal guardare i cavatori al lavoro, dal loro straordinario modo di comunicare in un linguaggio non convenzionale di gesti e segni, un codice usato nel documentario per superare l’esplosione ambientale. L’opera è realizzata nello scenario insolito e incantevole delle Alpi Apuane, con la cava accecante, bianca e senza binari, un polveroso paesaggio lunare quasi impraticabile. Un luogo così inaccessibile da rendere l’eroica sfida della montagna più eroica.